“Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde” (Luca 11,14-23).

Per cogliere il significato delle ultime parole di Gesù nell’Evangelo di oggi, ci facciamo aiutare dall’inizio del passo di Geremia (Ger 7,23-28) della prima lettura.

 

Così dice il Signore: Questo ordinai loro: “Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici”.

Gesù, il Figlio del D-o vivente, è venuto per aiutarci a camminare sulla via del Signore. La gente del suo tempo, dapprima stupita, dubita perché riesce a guarire e a dominare i demoni.

Pretende poi un segno da Gesù. E poi addirittura la gente accusa Gesù di guarire in nome di Beelzebùl, il principe dei demoni e del male. La caratteristica di Beelzebùl è quella di dividere e non di unire. Questo spiega Gesù alle folle.

Anzi Gesù spiega che se le sue azioni dividono e portano il male, egli stesso sarà destinato a cadere. E siccome il demonio divide, ci sarà qualcun altro che lo esprimerà, addirittura i figli di questa generazione saranno giudici di questa situazione.

Questo discorso difficile da capire porta ad una conclusione: il male divide, disperde, uccide ogni speranza, allontana dal Signore.

Le parole di Geremia risultano più chiare e stringenti e ancor di più quelle finali di Gesù. Attenzione a non disperdere il bene che Gesù stesso ha portato, altrimenti questa generazione sarà senza futuro.

Cosa si può fare? C’è una strada sicura che ci può aiutare: è la preghiera e il prendersi cura dell’altro, specie di chi soffre.

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