“Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti” (Matteo 22,1-14).

La parabola evangelica di questa domenica è la prosecuzione della parabola dei contadini assassini della vigna.

Il contesto evangelico si sviluppa nell’ambito della relazione tra Gesù e le autorità religiose che non hanno colto minimamente il senso della conversione predicata da Giovanni e così pure della predicazione di Gesù.

Ci sono tre passaggi importanti di questo Evangelo: il banchetto di nozze, gli inviatati che non vi partecipano e il senso del banchetto di nozze.

La parabola é indirizzata alle autorità religiose ma é senz’altro rivolta a noi oggi.

Quando mai non si gioisce per un banchetto di nozze? É una esperienza bella e di gioia di una coppia, di una famiglia, di una intera comunità. Gesù ci ricorda che questa è la dimensione del regno dei cieli.

Ma allora, ed è il secondo passaggio, perché la gente invitata non partecipa, pensa ai propri affari, è violenta ed uccide chi invita alla festa, addirittura qualcuno si presenta alla festa senza abito nuziale? Perché il re invita la gente delle periferie, la gente che sta  ai cosiddetti crocicchi?

La risposta la troviamo nel brevissimo passo evangelico: il rischio è che molti sono chiamati al banchetto ma pochi sono gli eletti.

É proprio vero: il rischio che abbiamo noi credenti è di non essere credibili perché non sappiamo accogliere il messaggio del Signore che ci invita alla conversione del cuore, a fare il bene, ad essere vicini ai piccoli e agli ultimi. Il paradosso vero è che altri prendano il nostro posto.

É una sfida il messaggio di Gesù in questo Evangelo!