“Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie”. (Matteo 11,16-19).

La missione di Gesù, tutta incentrata sulla necessità di una conversione personale e comunitaria, trova ostacoli e difficoltà. É quello che ci racconta l’Evangelo di oggi.

Solo i piccoli, i diseredati, i poveri, gli scartati, i peccatori che rispondono a Gesù riconoscendo la presenza del Signore.

Quello che Gesù vuole dirci nel passo evangelico di oggi è che la generazione che lo ha incontrato, in particolare quella che già conosceva chi era il Signore, è incapace perfino di vedere i segni più semplici e il compito che Gesù si è dato.

E la barriera che ostacola la conversione è sempre la stessa, come nei nostri tempi. C’è indifferenza, una cosa vale un’altra; c’è superficialità perché non va mai bene niente; ci sono le mormorazioni e le critiche sotterranee purché si dubita di tutto.

É una generazione quella di Gesù e quella nostra che non riesce a vedere l’oltre. Non vanno bene i lamenti, non va bene quanto chiede Giovanni Battista, non va bene nemmeno Gesù perché mangia e beve con i peccatori.

Queste parole evangeliche ci mettono in guardia: attenzione perché si perdono occasioni, perché anche questo è il tempo propizio. La sapienza che proviene dall’Altissimo comunque viene riconosciuta dagli ultimi, nelle frontiere, nelle città lontane dalla fede.

É un monito quello di oggi che va tenuto in debita considerazione. L’annuncio, il messaggio del Signore non è casuale. La luce della sua stella rischia di trovarci impreparati. Chiediamo al Signore di sentirci illuminati dalla sua luce nonostante tutto.

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