“In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».” (Marco 1,40-45).

La compassione anima l’impegno di annuncio di conversione di Gesù. Ne abbiamo una prova concreta nel racconto evangelico di oggi.

Gesù alla richiesta del lebbroso non si tira indietro per rispettare i precetti della Legge mosaica sul tema della impurità.

Ha compassione, tende la mano e tocca. Ma poi lo caccia e lo invita presentarsi al sacerdote per fare una offerta ma senza sbandierare la guarigione. Quesa cosa non avviene al punto che Gesù deve stare fuori dalle città.

L’insegnamento che cogliamo dall’Evangelo è che la missione ha dei rischi, tutti legati alla compassione verso gli ultimi degli ultimi e al coraggio.

Anche la nostra missione oggi richiede attenzione ai più poveri, capacità di saper rischiare e coraggio.

Articolo precedente13/01/2022 – S. Ilario
Articolo successivo14/01/2022 – Venerdì della 1ª Settimana del Tempo Ordinario