“In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».” (Marco 8,1-10).

L’Evangelo di Marco che la liturgia pone alla nostra attenzione ci ricorda il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

La versione marciana ci aiuta a cogliere alcune attenzioni da parte di Gesù verso la folla, quattromila persone, che lo segue da giorni al punto di non avere la possibilità nemmeno di potersi sfamare.

“Sento compassione”: questo è lo stato d’animo di Gesù. La compassione di Gesù ci aiuta a capire quanto le persone soffrano e quanto importante sia avere cura, attenzione, pazienza verso di loro.

Alla richiesta di Gesù di trovare qualcosa da mangiare i discepoli sono rinunciatari: è un deserto, come dire che cosa si ricava da un luogo dove non c’è vita.

E qui Gesù dimostra ai suoi che basta poco o nulla per sfamare la gente. La moltiplicazione avviene nella serenità di stare vicino a chi ha bisogno. A volte basta poco.

In questo Evangelo sono importanti i numeri: tre, sette, quattromila. Tutti numeri che ci dicono la semplicità, la forza del Signore, la pienezza della vita che diventa dono.

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