Lc 18, 24b-30

In quel tempo. Il Signore Gesù disse:

 

«Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!».

 

 

Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?».

 

Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».

 

 

Pietro allora disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito».

 

Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».

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Questo vangelo mi tocca sempre molto e cerco di raccogliere qualche spunto per vivere la vita e la fede oggi.

Prima di tutto, la ricchezza non è un problema in sé, ma Gesù conosce il cuore degli uomini: chi è molto ricco “si attacca” a ciò che possiede e vorrebbe avere sempre di più e fa dipendere la sua vita da ciò che possiede.

Al posto delle “ricchezze” (non sono certo milionaria o tengo al denaro), io ci metto la mia sicurezza nel programmare la vita, riempire l’agenda, le mie capacità o presunta intelligenza…ovvero tutte quelle cose che rischiano di prendere il posto di Dio. 

L’ho vissuto e sperimentato qualche settimana fa a Spello: la vita abbandonata dai miei schemi e lasciata al dono di Dio restituisce 100 volte tanto: nuovi fratelli e sorelle nella fede, pace, Gioia, tutta un’altra vita, insomma!

Secondo aspetto: in tutto questo, al centro c’è la salvezza e il regno di Dio.

Intuisco che il problema è, appunto, da cosa faccio dipendere la vita, quali sono le mie priorità, che posto assegno al Signore della Vita. Solo affidarsi a Lui salva; nient’altro su questa terra può metterci al sicuro, come pensarci nelle sue mani amorevoli.

Terzo, le parole rassicuranti di Gesù: ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio (v.27)

La salvezza, appunto, non è affare nostro, solo Lui può. Ciò che per noi è complicato, difficile, duro, si scontra con la nostra razionalità o limitatezza (la morte, le malattie, la solitudine, le ingiustizie, la guerra, il male ai bimbi, fermandomi alle sole cose che tutti abbiamo visto in questi ultimi 2 anni), tutto ciò da cui sembra non esserci via d’uscita, con il Signore a fianco a noi assumono altre prospettive…. spero e me lo auguro, ci credo!

A chi si affida, in cambio viene donata un’altra vita o meglio la stessa con i medesimi problemi, complicazioni, ma restituita con un senso nuovo. Chi resta fedele, cioè nella FEDE in Lui, riceve vita piena, vita da Dio, vita eterna

 

In questi giorni in cui ogni tanto mi scontro con la realtà, con i tempi di questo mondo, con la logica di questa vita, degli altri uomini e mi chiedo se valga la pena seguire il Vangelo di Gesù, ritrovo con delicatezza, consolazione e speranza questo brano e ne esco rallegrata, sollevata, incoraggiata: tante altre volte mi farò la stessa domanda, ma qui Gesù mi dice che è al mio fianco e ne vale la pena!

 

Non mi resta che chiedere per me, come Salomone (1 Re 3, 9): “Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male”

Lo chiedo anche per tutti i miei fratelli e sorelle nella fede e pure per i grandi governanti della terra, perché possano finalmente decidersi a cambiare le sorti dell’umanità verso un presente di pace.

 

(NB: nella foto nuovi fratelli e sorelle nella fede, guadagnati nel “molto di più” che oggi Gesù ci promette)

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