“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li
uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato». (Mc 13,9-13)

E’ impressionante leggere questa pagina di Vangelo pensando a Gesù. Egli l’ha pienamente vissuta: è stato condotto davanti al Sinedrio, è stato presentato davanti a un governatore, e davanti a un re. Gesù ha resistito sino alla fine e si è salvato. Prima o poi ci capiterà, ci capita, quello che a lui è capitato e che egli ci ha annunziato; siamo chiamati ad essere totalmente coinvolti nel suo
destino; la vita di Gesù deve ripetersi nella nostra vita; è l’unico modo per dare testimonianza. D’altronde il Vangelo dà fastidio al mondo. Ma proprio di fronte alla Parola del Vangelo siamo chiamati a dare ragione della nostra fede e speranza in Cristo.
«Se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza». (Rm 10,9-10)

Allontana da me, Signore, ogni timore, ogni paura, ogni vergogna di riconoscerti davanti agli uomini. Mai ti rinneghi, Signore Gesù.