“Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di D-o rimane su di lui.” (Giovanni 3,31-36).

Gli ultimi versetti della capitolo terzo dell’Evangelo di Giovanni  ci raccontano, prima dell’ascolto dell’Evangelo di oggi, di un dialogo fra i discepoli di Giovanni Battista e un Giudeo, probabilmente una persona autorevole.

La discussione che avviene subito dopo tra Giovanni Battista e i suoi discepoli riguarda l’identità di Gesù che battezza come Giovanni. E Giovanni ribadisce di non essere egli il Messia. Anzi sottolinea di gioire e afferma: “Lui deve crescere; io, invece, diminuire” (Giovanni 3,29).

É con queste premesse che Giovanni ci svela che Gesù è il Messia perché viene da D-o.

Ci colpiscono alcune espressioni che ci fanno capire chi è davvero Gesù, il Messia.

Egli viene dall’alto. Viene dal cielo. Dà testimonianza che D-o è verità. “Colui infatti che D-o ha mandato dice le parole di D-o: senza misura egli dà lo Spirito”.

Tutte queste espressioni ci fanno capire le ultime parole di Giovanni: “Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna”.

Questo passo evangelico ci aiuta a credere in Gesù che é Figlio, un dono del Padre. E la nostra fede non è vana. Si fonda sul soffio dello Spirito, sulla testimonianza di Gesù, Figlio di D-o, frutto dell’amore di D-o per l’umanità.

Se rinasciamo dall’acqua e dallo Spirito, anche noi viviamo per il Signore della vita e possiamo essere messaggeri e Figli del D-o vivente. E “chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita”. Amare Gesù vuol dire amare D-o e amare la Vita!

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