“Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.” (Giovanni 6,1-15).

La moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci secondo Giovanni ci introduce nel cammino dei credenti che vivono l’esperienza missionaria, l’esperienza che si sviluppa con la resurrezione di Gesù.

Gesù attraverso questo segno straordinariamente importante aiuta i discepoli a fare un salto qualità: quello di cogliere il bisogno delle persone e donare loro motivi di speranza perché quello che sembra impossibile diventi possibile.

La moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci è un segno comunitario: tutti vi compartecipano. Gesù stimola, Filippo e Andrea  collaborano, un ragazzo offre e tantissima gente mangia.

Ma questo evento è anche un segno della resurrezione, di una rinascita, di una luce che sconfigge le tenebre. Il pane e i pesci sfamano tante persone. Il mangiare è un segno importante di nutrimento fisico e interiore, per la vita. E sappiamo che Gesù ha detto “Io sono la Resurrezione e la Via!”

Quando si dona, quando si condivide, quando si mangia insieme, il D-o della vita vive in noi, nella comunità, nella chiesa e nel mondo. E noi siamo protagonisti di un disegno più grande di noi.

L’Evangelo però ci mette in guardia. Arrivati ad un certo punto vediamo che Gesù si allontana da solo verso il monte perché la gente lo considera un profeta e vuole farlo re.

Dobbiamo stare attenti a non travisare i segni secondo i nostri schemi. Riprendendo la prima lettura di oggi dal Libro degli Atti degli Apostoli (5,34-52) e al dibattito svolto nel Sinedrio dalle autorità religiose contro la predicazione degli apostoli, Gamaliele, fariseo e Dottore della Legge, mette in guardia tutti i membri religiosi dal bloccare l’azione degli apostoli e chiede di lasciarli andare.

Meditiamo le parole di Gamaliele: “Se infatti questo piano o quest’opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; ma, se viene da D-o, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro D-o!” Il messaggio è chiaro e forte. Chi ha orecchi per intendere, intenda!