“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.»” (Matteo 6,1-6.16-18).

Iniziamo il percorso di Quaresima accogliendo in questo tempo particolare la forza di sconfinare i nostri piani, spesso da musoni insoddisfatti, per accogliere la Parola, la preghiera, il prendersi cura gli uni degli altri. Questo è praticare la giustizia.

Nella lettera di Paolo ai Corinzi (2Cor 5,20 -6,2) siamo invitati ad essere ambasciatori di giustizia per lasciarci riconciliare nel corpo e nello spirito, nonostante il periodo più o meno complicato che attraversano le nostre vite, in questo tempo del virus invisibile.

La giustizia di D-o si esprime in alcuni atteggiamenti semplici ma che richiedono silenzio, nascondimento, condivisione.

Gesù ci invita a vivere il digiuno, la preghiera, l’elemosina senza farci vedere ma con atteggiamenti non da persone depresse, ma da gente che invece dimostra passione gioiosa, sorriso e letizia, che sa di vivere la propria fede senza mettersi in mostra.

Capiremo così il significato di porre le ceneri sul nostro capo, quale segno di umiltà gioiosa!

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