Mc 12, 38-44
Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Gesù quest’oggi ci invita a non lasciarsi ammaliare da coloro che si mettono in mostra, ma avere occhi attenti a scrutare ciò che veramente conta e che a volte è nascosto. Si tratta di educarci a scoprire la bellezza che molto spesso è nascosta e che non luccica. È qualcosa che ha un valore inestimabile.

Il brano sottolinea in prima battuta l’importanza dell’umiltà della vedova e la mente va subito alle parole di Maria che afferma: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva» (Lc 1,46-48).

È un invito ad affidarsi totalmente alla Volontà di Dio, consapevoli che ciò che prepara per noi è per il nostro BENE anche se non sappiamo cosa ci riserverà nella nostra vita.

In secondo ordine, la vedova ci insegna come agli occhi di Dio non sia importante l’ostentazione del proprio dono, ma ciò che si dona; in particolare, Gesù sottolinea come ella sia disposta a donare tutto ciò che ha, ciò che la mantiene in vita. Nel cuore di quella donna però vi è la certezza che Dio guarderà al dono che ha fatto e si ricorderà di lei.


Lasciamoci guidare da questa donna, dal suo gesto naturale e spontaneo. Cerchiamo di educare il nostro cuore ad essere autentico e impariamo a far sbocciare la nostra vita alla luce dell’Amore incondizionato di Dio, come sbocciano le primule che ci annunciano che tra poco arriverà la primavera. L’esempio di Gesù ci mostra come fare e ci insegna ad offrire tutto noi stessi
consapevoli – come ha affermato Massimiliano Kolbe – che «Solo l’amore crea»

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