“Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.” (Luca 10,1-9).

La missione di Gesù richiede un impegno solerte e attivo. É una missione che non è programmabile a tavolino. Occorre tener conto di tutte le situazioni, le circostanze, le variabili che si incontrano.

É ben conscio Gesù del fatto che occorrerebbero molti più “operai” per completare la missione. Bisogna anche mettere in conto di trovare opposizioni e rifiuti all’annuncio che “é vicino a voi il regno di D-o”.

C’è poi una questione di stile nella missione: sobrietà, portare pace, aiutare chi ha bisogno, farsi accogliere.

I luoghi della missione sono le strade, le case. Ma il luogo, non scritto, è il cuore di ogni uomo e di ogni donna che si incontra.

Ci sorge una domanda: ma noi, oggi, siamo annunciatori e testimoni di una Buona Notizia e siamo capaci di raccontare a tutti che i semi del regno sono qui vicino a noi?

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