“Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?».” (Marco 3,1-6).

Il rispetto del sabato é per Gesù e i suoi discepoli la questione sostanziale della loro missione, una modalità diversa di vivere l’esperienza di fede.

Si contrappongono nell’Evangelo di oggi due alternative: si può “fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla”, nel giorno di sabato? Una persona con una mano paralizzata nel giorno di sabato si può guarirla o no?

Sottostante a queste due opposte alternative ci sono anche due concezioni della presenza del Signore nell’ambito della vita umana. Una concezione di un D-o che condanna e l’altra di un D-o che è misericordioso.

Riflettendo su quello che succede all’interno della sinagoga nel giorno di sabato, c’è il rischio di mettere sempre noi umani al centro e in seconda posizione il Signore, il Signore della vita, quel D-o che ama la vita, la vita di ogni donna e di ogni uomo.

Salvare la vita è il significato profondo e semplice di qualsiasi modo di vivere la fede, di qualsiasi impegno missionario. Questo vuole l’Altissimo, benedetto Egli sia sempre!

É triste vedere che la salvezza di una persona paralizzata sia svenduta oggi in pensieri di morte da parte di chi non accetta di poter salvare chi ha bisogno e per condannare chi desidera la salvezza dell’altro.

Solo gente di dura cervice può non credere nella salvezza di una persona malata e che ha bisogno di aiuto. E quelli purtroppo spesso siamo proprio noi che condanniamo ancor prima di poter accogliere.

Articolo precedente19/01/2021 – S. Fabiano e S. Bassiano
Articolo successivo20/01/2022 – Giovedì della 2ª Settimana del Tempo Ordinario