“Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola»” (Luca 1,26-38).

Ci colpiscono le parole di Maria che riassumono la totalità di un “sì” che si affida al Signore.

Ci sono tre parole che confezionano un’adesione al progetto del Signore da parte di Maria.

“Ecco la serva”: Maria si pone a servizio del Signore mettendosi a disposizione di ciò che non conosceva. Maria si affida. Aderisce ad una proposta che era stata annunciata mille anni prima al grande re Davide (2Samuele 7,1-5.8-12.14.16). É inconsapevole Maria di essere protagonista di una storia millenaria.

“Avvenga”: Maria desidera responsabilmente di essere al centro del disegno di D-o. Abbandona i suoi disegni. Accetta senza conoscere. Sa che non conosce ancora Giuseppe, il giusto. Insomma con quell’avvenga si complica da subito la vita.

“Secondo la tua parola”: é una parola quella a cui Maria si affida. Non sceglie i fatti. Ma la parola è con la “P” maiuscola, quella di una dialogo tra l’Altissimo e tutta l’umanità. Anzi è la Parola, il Verbo che si fa carne ed abita un corpo, quello di Maria.

Che coraggio quello di Maria! Il Signore ha chiesto ad una giovane donna (chissà a quante altre giovani donne avrà chiesto di aderire al suo progetto il Buon D-o!) di aderire al progetto di trasformare la Parola in corpo.

C’è un progetto nella nostra vita? É il nostro progetto o il progetto di D-o? Forse l’imprevedibile della vita dobbiamo saper accoglierlo. Anche la tristezza può essere accolta, perché il Signore non ci lascia mai soli!