“In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di D-o, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».” (Marco 1,12-15).

C’è una parola che coinvolge e sconvolge i nostri pensieri in questa prima domenica di quaresima: conversione.

Siamo chiamati a convertire la nostra vita e indirizzare le nostre azioni, le nostre scelte, nel credere all’Evangelo, nel vivere la giustizia, grazie alla Parola che Gesù ci ha annunciato. Siamo chiamati a superare il deserto, le tentazioni, le prove, la privazione delle relazioni per ricostruire una vita in pienezza.

E come trovare la strada che ci porta ad una convinta conversione?

Innanzitutto si tratta di ristabilire un’alleanza con il Signore, così come l’ha vissuta Noè dopo il diluvio (Genesi 9,8-15). L’alleanza che dobbiamo ricostruire è con e per le generazioni future. Questa è la ecologia integrale di cui Papa Francesco spesso ci parla.

Siamo poi chiamati alla salvezza attraverso l’acqua del battesimo, come Giovanni, per ricostruire un mondo di fraternità, dove l’amicizia possa regnare. Gesù ci ha insegnato questo. Se ci sentiamo purificati possiamo diventare luce per gli altri e fratelli e sorelle. Ed è questa la meta della nostra conversione: essere luce di fraternità.

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