“Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato i ricchi a mani vuote.” (Luca 1,46-55).

La bellezza del Magnificat come preghiera ci introduce nella gioia dell’attesa della vita che viene dal e nel Signore. Sappiamo che la vita è luce perché ci illumina. É questo il senso di questa preghiera vespertina che tanto ammansisce i nostri animi al calar della sera.

La preghiera di Maria conserva in sé un carattere inedito perché ci presenza quello che D-o ha pensato per noi nella sua incommensurabile grandezza. Si è grandi se si è umili. Questo è ciò che il Buon D-o ha pensato per noi. Ed è quello che il Figlio di Maria ha dichiarato da subito nel suo insegnamento.

La descrizione dei versetti cui prestiamo attenzione ci dicono che la potenza del braccio del Signore alimenta la vita, fa crescere gli umili e gli affamati e nello stesso tempo disperde il pensiero dei superbì, ribalta il potere dei politici, lascia senza nulla le mani di chi si sente ricco.

É un riequilibrio quello che il Signore desidera. Se ci sentiamo superbi, potenti e ricchi è meglio che riduciamo quella sicurezza che ci pare di avere, vivendo il dono, la solidarietà, l’amore verso chi è privo di tutto.

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