“Rimanete in me e io in voi.” (Giovanni 15,1-8).

La parabola della vite e i tralci ci apre l’orizzonte all’essenza della relazione con D-o. Quando Gesù dice “io sono la vite e voi i tralci” indica il rapporto indissolubile e unitario nella vita tra il Creatore e noi, ciascuno di noi.

Dalle radici e dalla terra la linfa e il nutrimento passano attraverso il tronco per arrivare ai tralci che rendono possibile il frutto della vite.

Ed é il rimanere legati al Signore, alla vite, che è generativo del frutto di condivisione e di sostanza tra D-o e l’umanità. Questo dà senso a quanto dice Gesù: “Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto”.

Rimanere, restare, nel Signore, vuol dire creare unità, sentirsi collegati, condividere la via che porta a ciò che è bene, buono, giusto.

É una osmosi quella che Gesù ci descrive in questa parabola: “Rimanete in me e io in voi”. Siamo all’interno di uno scambio di vita, nella logica del dono reciproco che è amore e misericordia.

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