“Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.” (Luca 9,7-9).

Perfino Erode si domanda chi è Gesù. Forse l’Evangelo di oggi contiene la questione di fondo che rimane centrale per la vita di un credente, di un cristiano.

Chi è Gesù per noi? Lasciamo per un attimo tutte le questioni teologiche sulle varie identità di Gesù che comunque sono frutto di una ricerca importante. Lasciamoci interpellare dal nostro sentire, dal cuore e dall’intelligenza.

Non possiamo ridurre il nostro sentire ad una risposta semplice. Gesù è un profeta come Giovanni Battista, come Elia o uno dei profeti della storia d’Israele. Gesù è il Cristo, come l’ha definito inconsapevolmente Pietro.

In verità dobbiamo avere un po’ di timore di incasellare Gesù di Nazareth, nato a Betlemme della casa di Davide. Dobbiamo avere timore a definirne l’identità. Non ci devono sfuggire le parole di Pietro, quando sull’alto monte in un contesto ascetico, vuole costruire tre capanne una per Gesù, una per Mosè e una per Elia.

Gesù é la presenza umanamente più straordinaria che la storia abbia potuto riconoscere, non fosse altro per i tanti motivi di ispirazione colti dalla sua predicazione e che hanno trovato udienza nei tempi.

Tutto questo non è sufficiente per dire chi è Gesù. Per chi ha fede la vera sfida è: ascoltare le sue parole e metterle in pratica, perché così si ama!E così riconosciamo Gesù!

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