“Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».” (Luca 13,1-9).

La necessità di convertirsi è la via maestra per mettere al centro della nostra vita il Signore, il D-o della vita.

Alcune persone mettono alla prova Gesù riguardo al fatto che D-o castiga chi non si comporta bene. É il caso dei Galilei uccisi da Pilato e le diciotto persone morte sotto la torre di Siloe.

Gesù risponde a questa provocazione ricordando due aspetti sostanziali. Non è volontà di D-o castigare gli uomini. Non si può scaricare su D-o la responsabilità sulla fragilità e caducità umana. Ad ogni uomo è chiesta la capacità di convertirsi, di orientare la vita al Signore.

É una strana idea quella di un D-o che non usi misericordia. Il Buon D-o ci da sempre una possibilità.

La parabola che racconta Gesù, ambientata sempre all’interno di una vigna, ci fa capire che il Signore sa ascoltare il nostro pensiero. É il caso del vignaiolo che, sollecitato dal padrone, invita ad avere pazienza nel riconoscere che l’albero di fichi può dare ancora frutto.

Scopriamo qui un paradosso: la misericordia di D-o si esprime nella nostra richiesta sincera di chiedere al Signore, al padrone della vigna, un po’ di pazienza, di attendere la nostra conversione!