“In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».” (Luca 21,5-11).

Ancora una profezia di Gesù che ci lascia inquieti e senza parole.

Se pensiamo che bastino le belle parole, i bei riti, le difese di una identità convinta, tutto questo non é sufficiente a reggere il Tempio del Signore.

Non bastano nemmeno i segni per persuaderci di capire. E non è detto che ciò che accade o sembra accadere, sia ciò che deve accadere per davvero. E nemmeno i conflitti visibili ed invisibili sono i segni che testimoniano ciò che davvero deve accadere.

Il messaggio di Gesù ci riserva una domanda. Perché tutto questo? Perché il giudizio? E come ci giudicherà? Che cosa farà la falce? Mieterà il frumento delle nostre azioni?

L’angelo del Signore non userà la falce ma vendemmierà la vigna del Signore per riversare l’uva nel grande tino dell’ira di D-o (Ap 14,14-19).

Dobbiamo essere pronti ad accogliere il Signore a fargli spazio. Dobbiamo fare spazio al bene che ci ha donato.

Ne siamo capaci? O aspettiamo che pietra su pietra distrugga il nostro cammino? Dobbiamo essere pietre vive!

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