“Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di D-o».”

Nell’Evangelo di oggi non sono i discepoli, le folle e perfino Erode a chiedersi chi è Gesù. Questa volta è Gesù stesso che chiede confidenzialmente ai suoi discepoli chi dice sia la gente e chi è per loro.

Non è una domanda curiosa quella del Maestro. È la domanda di chi vuole capire se la gente ha capito e se i discepoli hanno capito.

Pietro è prontissimo nella risposta: tu sei “il Cristo di D-o”. Pietro ha capito che Gesù non è un Rabbi qualsiasi e nemmeno un profeta. Ma lo riconosce Messia, il Messia atteso, ed è ispirato. L’idea che ha in testa è però molto diversa da quella che Gesù  insegna.

Ed infatti Pietro non capisce Gesù e non lo capirà. La profezia di soffrire e morire è il segno della volontà del Padre di donare la salvezza a tutti attraverso il suo amore.

Di fronte ad una prospettiva di martirio è normale che si fugga. Ed è questa la vera sfida del credente: non aver paura di affrontare i rischi della vita e il rischio di amare sempre.