d’Alessandria

“Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”. (Luca 21,20-28).

Nell’Evangelo di oggi Gesù, con linguaggio apocalittico, indica ai suoi discepoli la fine e la devastazione di Gerusalemme.

Gerusalemme, centro del potere religioso che Gesù ha fortemente criticato, sarà circondata, depredata, calpestata e la devastazione non darà scampo perché saranno giorni di vendetta.

Questo linguaggio ad un prima lettura ci mette in uno stato d’ansia e di preoccupazione. Gesù vuole metterci in guardia. In qualche modo cogliamo il fatto che il centro religioso del popolo d’Israele a Gerusalemme risulta perdente e inconcludente.

Il potere religioso si è ubriacato e per questo Gesù, rivolgendosi ai suoi discepoli, annuncia la fine di un potere che non ha saputo convertirsi al Signore.

La presenza del Signore che ritornerà ci darà la forza di rialzarci, di liberarci.

Questo insegnamento aiuta anche noi a non crogiolarsi nel piccolo cabotaggio del tran tran quotidiano ma di essere sempre attenti, di essere sentinelle che sanno discernere e vivere una esperienza di fede e di testimonianza nel Signore.

Affidiamoci, con perseveranza e fiducia, al Signore e chiediamo il coraggio di vivere questo tempo contraddittorio e difficile, illuminati dalla Parola e dalla condivisione nella mensa Eucaristica.

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