(Mt 12, 33-37)
In quel tempo Gesù disse:

 

“Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero.

 

 

Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive.

 

 

Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».

Il segno per riconoscere Gesù nella nostra vita che il Vangelo di oggi ci propone è quello dei frutti.

Rimproverando ancora una volta l’ipocrisia dei farisei, Gesù presenta un insegnamento che dobbiamo leggere come un parallelismo. Come Egli si fa riconoscere dalle opere buone che compie, così dobbiamo fare anche
noi: riconosceremo che Gesù è entrato nella nostra vita e che siamo sulla giusta strada per seguirlo se compiremo gesti d’amore e diremo parole buone ispirate da Lui.

Questa riflessione allora ci offre un’occasione di fare un piccolo esame di coscienza: dalle mie parole e dai miei gesti posso riconoscere che sono un discepolo di Gesù? Come sta cambiando la mia vita nel tentativo di seguirlo?

Preghiera
O Gesù, caro amico, tu continui a bussare alla porta del mio cuore.
Mi chiedi di prepararmi all’incontro con te
e di percorrere insieme le strade della vita.
Rendi saldi i miei passi sulle tue vie.
Insegnami a riconoscerti nei volti, nei gesti
di coloro che incontro ogni giorno,
nella natura, nella tua Parola, nell’Eucaristia.
Fammi gustare la tua attesa con stupore e con rinnovato entusiasmo,
senza dare nulla per scontato perché con te tutto è un regalo stupendo.

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