«Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di D-o”.» (Luca 10,1-9).

La missione dei discepoli di Gesù é necessaria perché “la messa é molta e gli operai sono pochi”. C’è tanta gente che ha bisogno di essere guarita, di recuperare speranza, di trovare fiducia nella vita.

Il testo di Luca raccoglie in sé lo stile della missione.

Chi va in missione conosce la fatica, i rischi e il coraggio che bisogna avere per annunciare che il regno di D-o è vicino.

E allora il compito di chi deve annunciare la novità dell’Evangelo richiede uno stile di qualità: la preghiera, la sobrietà, il portare la pace, la convivialità  della mensa, il guarire chi è nel bisogno.

La missione quindi richiede capacità e resistenza. E come indicato nella 2ª Lettera a Timòteo (2Tm 1,1-8) Paolo ci ricorda: “D-o infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro … “.

La fede del credente nasce e matura non solo con la risposta aduna chiamata e la convinzione, ma nell’esperienza dell’annunciare con coraggio e forza la novità di trasformare la Parola in Vita e la Vita in Parola.