Mc 4, 35-42
In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: <<Passiamo all’altra riva>>. E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: <<Maestro, non t’importa che moriamo?>>. Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: <<Taci, calmati!>>. Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: <<Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?>>. E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: <<Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?>>.


Il brano di Vangelo di oggi ci propone una domanda molto forte: <<Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?>>.

A volte nella nostra vita ci capitano situazioni che ci portano ad essere inquieti e ad avere paura, momenti nei quali pensiamo di essere nella tempesta; come i discepoli, ci facciamo prendere dal timore di essere soli e di non farcela …

Mentre però i discepoli si chiedevano chi fosse “colui al quale anche il vento e il mare obbediscono”, noi SAPPIAMO BENE che è il Signore Gesù colui che ci trae in salvo, ci sostiene e custodisce tra le sue braccia sicure.

Non ci resta dunque che abbandonarci a Lui, fidarci di Lui nella preghiera e … non avremo davvero
nulla da temere!

 

…nel giorno della Memoria un ricordo va a chi nella “tempesta” dei campi di concentramento non ha perso fede e umanità e a chi oggi sta vivendo ancora la “tempesta” della malattia o di altri drammi di vita, in Bosnia e non solo…

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