1 Gv 1,1-10

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena. Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.

Oggi faccio uno strappo alla regola, soffermandomi non sul vangelo ma sulla prima lettura (al centro dell’inno della GMG del 2002 di Toronto), sempre opera di San Giovanni, cui oggi si celebra la memoria, anche se di per sé è domenica!

3 volte si parla di ‘annuncio’, ma poi ancora di “testimonianza, rivelazione, messaggio”, proprio dopo la giornata di ieri dedicata al primo martire o testimone: insomma al centro della vita o almeno della scrittura di Giovanni c’è proprio l’annuncio del vangelo, ecco perché mi son permessa uno strappo alla regola…

e al centro della mia nostra vita?

Questo annuncio anche pe noi oggi, come per Giovanni a quei tempi, avviene attraverso un incontro, una storia del tutto concreta e reale, che ha coinvolto i nostri sensi dell’udire, vedere, contemplare, perchè la Parola si è fatta carne – lo abbiamo vissuto davvero da poco, anzi lo stiamo ancora gustando! (Ricordiamoci che quando noi cristiani diciamo che la Parola è al centro della nostra fede, non intendiamo in primo luogo la Scrittura, ma proprio il Verbo di Dio fattosi carne nel Figlio Gesù!)

E Giovanni è stato quel “discepolo amato” citato nel vangelo di oggi (Gv 21,19-24), che ha posto il capo sul petto di Gesù durante l’ultima cena….ma quel discepolo amato, proprio perché lasciato anonimo, sappiamo che possiamo essere noi, proprio in virtù di quella Comunione di cui si parla qui!

La comunione non avviene solo nel grande dono del martirio, ma anche solo restando amici di Gesù, proprio come ha avuto la grazia di vivere Giovanni! e il salmo di oggi ce lo fa ripetere: “I tuoi amici, Signore, contempleranno il tuo volto”.

Non finirò mai di stupirmi del fatto che Dio non si accontenta di donarci Suo Figlio, ma desidera proprio chiamarci nella sua famiglia e condividere con Lui la sua gioia! E così fa Giovanni che scrive “perché la nostra gioia sia piena” (v.4)

E noi, facciamo in modo di condividere la nostra gioia con gli altri, vivendo da amici?

Gioia che si gusta nel silenzio o nella musica? Nella luce o nelle tenebre?

Mi torna alla mente il bellissimo video, realizzato da Nespoli con le immagini dalla stazione spaziale europea che vi suggerisco di guardare ( https://youtu.be/J-_4BcnpHt0 ). Noi abbiamo davvero bisogno di Luce nella e per la nostra vita e di qualcuno con cui condividere ogni giorno della nostra esistenza perché essa abbia senso…. Sempre Giovanni nel suo prologo afferma, per il mistero dell’Incarnazione, “Veniva nel mondo la Luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,14)

Dio ci dà questa opportunità!

Grazie per Giovanni che ha vissuto, veduto, ascoltato e testimoniato e grazie per la catena umana di testimoni nella Chiesa che hanno portato il vangelo fino a me oggi (di cui si parla anche in Rm 10,14-15 nella seconda lettura), tramite i miei genitori, i miei catechisti, i don, anche tanta gente umile che vive la fede con semplicità, dai fratelli e le sorelle di AC o il Papa, fino alla persona più impensabile che cerca di amare e perdonare!

Grazie per tutte le volte, Signore, che ti fai incontrare in un mio studente attraverso la sua domanda, in chi viaggia sorridente sulla sua carrozzina elettrica, nell’anziana che attende qualcuno che lo ascolti, nel volto di un amico che ha bisogno di una parola di entusiasmo, in chi mi dona un sorriso senza un perché, in chi si ricorda di me e mi fa una videochiamata o un regalo inaspettato.

Signore Gesù, non farci mai mancare la tua Luce e la tua Voce! Donaci occhi e orecchie attente per ricordaci che siamo da te amati e perdonati e che ci ami come tuoi fratelli!