Mt 10,18-22

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

 

 

Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome.

 

Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».  

Gesù sta mandando i discepoli in missione a due a due e li istruisce su cosa portare, su quale atteggiamento tenere perché saranno condotti davanti al tribunale per causa sua.

Il primo consiglio è di non preoccuparsinon siete voi a parlare ma è lo Spirito del Padre che parla in voi”.
Ci viene dato un ottimo avvocato sul quale dobbiamo confidare.

So lasciare spazio allo Spirito Santo o sono preoccupato di riempire i silenzi con tanti rumori?

La verifica di questo test la conosciamo bene: è il frutto dello Spirito che la lettera di Paolo ai Galati racconta (5,22): amore , gioia, pace, magnanimità, pazienza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sè.

La seconda parola chiave è perseverare. La missione incontra conflitti, smarrimenti, sentimenti contrastanti, odio.
Il Vangelo ci invita a perseverare, a continuare a tenere fisso lo sguardo su Gesù, ad alzare lo sguardo, a coltivare la Speranza.

In quali campi devo perseverare? Quali sono i tribunali che devo affrontare, sono capace di testimoniare l’Amore di Gesù nonostante le voci contrarie?

Il pensiero va a quanti nel mondo sono perseguitati a causa del vangelo: che la grazia di Dio li sostenga e accompagni.

Articolo precedente28/05/2021 – Venerdì della 8ª Settimana del Tempo Ordinario
Articolo successivo29/05/2021 – S.S. Sisinio, Martirio, Alessandro e Vigilio