Jesus in the house of pharisee - St Vincent de Paul Sisters convent - Betania, Bethania- Israel

“Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».” (Giovanni 12,1-11).

Maria spalma sui piedi Gesù profumo di nardo e li asciuga con i suoi capelli. Ha un valore cospicuo quel vasetto di nardo, quasi un anno di lavoro. Scopriamo che Maria non lo consuma tutto. Una parte servirà per la sepoltura di Gesù.

É un gesto unico di grande tenerezza, di riconoscimento dei segni e dei miracoli compiuti da Gesù.

Gesù ha ridato dignità a chi ha creduto in lui e ha offerto a ciascuno un percorso per riconoscere il Padre della vita.

Il gesto di Maria scandalizza e Giuda che si fa interprete fra tutti di denunciare lo spreco di quei trecento grammi di nardo perché potevano servire per raccogliere soldi destinati ai poveri.

É vero é stato uno spreco! Uno spreco ragionevole che é destinato comunque a non risolvere il problema dei poveri. Non si tratta di misurare tutto con il bilancìno!  Se cosi fosse perfino la vita spirituale avrebbe delle graduatorie.

Gesù supera lo spreco guardando all’essenziale di un gesto di attenzione profondamente umano. L’amore può essere anche sprecato, perché è dono gratuito.

Rimaniamo sconcertati del fatto che i retro pensieri delle autorità religiose portano alla necessità di condannare a morte Gesù e anche Lazzaro risuscitato. Qui inizia la passione: da uno spreco e da una condanna!