Matteo 26, 1-5
Terminati tutti questi discorsi, Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso”. Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. Dicevano però: “Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo”.

Gesù, al termine del Cap. 25 di Matteo, spiega ai discepoli cosa succederà l’Ultimo Giorno, ricordando loro che solo mettendosi al servizio dei più piccoli, dei più poveri e indifesi, si può entrare nel Regno di Dio.

Gli ultimi racconti di Gesù, questo e il precedente che è la parabola delle vergini, parlano della Fine dei Tempi. Sono gli ultimi grandi discorsi di Gesù, prima dell’intimità dell’Ultima Cena e del dolore della Passione. Sceglie questo momento per annunciare l’inizio degli eventi che lo condurranno alla morte in Croce.

Il Vangelo pone molta enfasi sul momento. Accosta la Fine dei Tempi alla fine del tempo di Gesù sulla terra. Inizia quel tempo in cui “Tutti i segni delle profezie antiche (…) per noi si avverano in Cristo.” Come dice il preconio pasquale.

Se alla Domenica delle Palme la Parola ci indicava che Gesù era il Re di cui parlavano le Scritture, oggi ci da altri riferimenti.

Ci insegna che Gesù è l’Agnello di cui parlano le scritture. Gesù ci insegna la mitezza dell’Agnello, ma anche il coraggio di seguire fermamente una vocazione profonda.

Tratto dal Preconio Pasquale Ambrosiano
Questa vittima
è l’Agnello prefigurato dalla legge antica;
non è scelto dal gregge,
ma inviato dal cielo.
Al pascolo nessuno lo guida,
poiché lui stesso è il Pastore.

Con la morte e con la risurrezione
alle pecore tutto si è donato
perché l’umiliazione di un Dio
ci insegnasse la mitezza di cuore
e la glorificazione di un uomo
ci offrisse una grande speranza.

Dinanzi a chi lo tosava non volle belare lamento,
ma con voce profetica disse:
“Tra poco vedrete il Figlio dell’uomo

assiso alla destra di Dio”.
Col suo sacrificio, o Padre, a te riconcilia i tuoi figli
e, nella sua divina potenza, ci reca il tuo stesso perdono.
Tutti i segni delle profezie antiche
oggi per noi si avverano in Cristo.