30/07/2023 – 9ª Domenica dopo Pentecoste

Mc 2, 1-12

In quel tempo. Il Signore Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.

 

 

Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico.

 

 

Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».

 

 

Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”?

 

Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».

 

 

Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

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Tanti brevi spunti dalla Parola di oggi, il cui messaggio centrale mi pare essere che il Signore è più grande dei nostri peccati, vuole sempre la nostra salvezza ed è più forte del nostro male.

Lo vediamo nella storia della prima lettura dove, nonostante il grave peccato di Davide, il Signore gli concede misericordia e perdono (2 Sam 12, 1-13); lo ritroviamo nella seconda lettura quando Paolo ci ricorda che il Signore non ci lascia soli nella vita, non ci fa mancare la sua Presenza e la sua Grazia, sollevandoci anche in quelle che sembrano le situazioni peggiori (2 Cor 4,5b-14 tribolati, sconvolti, perseguitati, colpiti ma non schiacciati, disperati, abbandonati, uccisi)… e Paolo stesso ne ha vissute!

 

E lo stesso è più evidente nel famoso brano del Vangelo, dove un paralitico viene salvato, ma vediamo le modalità..

Intanto “non vi era più posto” (v.2) per voler ascoltare la Parola! Bello! Quanta sete in noi di ascoltare una Parola vera, almeno la domenica! Grande è il desiderio di correre e trovare un posto accanto a Te alla Messa, mensa della Parola

Qui nella Chiesa c’è una comunità che porta a Te i bisogni dei fratelli! “portando un paralitico sorretto da 4 persone” (v.3). Noi siamo capaci di sorreggere i fratelli in difficoltà per portarli al Signore? Usiamo tutta la nostra fantasia per abbattere i limiti strutturali e sociali che impediscono ad altri di accedere alla Parola? (v.4 “scoperchiando il tetto, calarono la barella..”)

E ancora più sorprendete oggi per me è la scoperta per cui la FEDE SI VEDE e si vede anche l’OPERA DI DIO! Infatti “Gesù, vedendo la loro fede” (v.5) e “quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò e tutti si meravigliarono e lodavano Dio” (v.12). La fede ha bisogno di diventare gesto concreto, di cura, di sostegno, di fraternità, di condivisione in comunità, di fantasia dell’operatività… “perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo” (2Cor 4,10)

Inequivocabilmente, un tratto speciale di Dio e della fede è il perdono: solo Lui perdona sempre e tutto, ma quando anche noi ci proviamo, diamo manifestazione alla sua opera!

 

Allora, siccome le difficoltà sono parte della vita di ciascuno, non accontentiamoci di cercare una strada facile (v.9 “Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”?), ma affidiamoci perché il Suo Spirito possa sostenerci nelle situazioni che proprio vorremmo allontanare da noi, o dai nostri cari perché invece Lui possa darci Luce e Forza per perseverare nel bene!

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