Mt 26, 14-16
Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: “Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?”. E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.

Oggi appena due versetti utili a proseguire il racconto dell’avvicinamento alla celebrazione del Venerdì Santo, ma anche a trovare altri segni che Gesù è quello di cui parlano le Scritture antiche.

Anche oggi, però, un insegnamento grande e profondo. Giuda, pur rimanendo accanto a Gesù per gran parte del suo viaggio, non riesce a cambiare il suo cuore. Resta un ladro, un traditore.

Ci insegna che la Fede non basta. Non basta l’aver sentito parlare di Gesù, non basta il Battesimo, né i Sacramenti, non basta passare il tempo in Chiesa o sull’inginocchiatoio e nemmeno conoscere le Scritture a memoria. Non basta mettersi in cammino con Gesù, ma occorre mettersi in discussione.

Occorre dirsi che quelle Parole Gesù le dice a me oggi.

Occorre incarnarle, fino alla fine.

Serve tutto, però. Serve la preghiera, serve camminare con Gesù, servono i Sacramenti, elementi importanti per costruire e rinsaldare quella relazione con Dio che può permetterci di cambiare vita.

Lo sapeva bene Davide, che, dopo l’uccisione di Uria e il tradimento con Betsabea, prega offrendo a Dio il suo cuore spezzato. Non servono altri sacrifici in quel momento, ma occorre presentarsi davanti a Dio con il cuore a pezzi e chiedergli di rimetterlo a posto. E per farlo cerca la relazione intima con Dio nella preghiera.

Salmo 51
Pietà di me, o Dio,
secondo la tua misericordia;
nel tuo grande amore
cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;
perciò sei giusto quando parli,

retto nel tuo giudizio.

Ecco, nella colpa sono stato generato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore
e nell’intimo m’insegni la sapienza.

Purificami con issopo e sarò mondato;
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia,
esulteranno le ossa che hai spezzato.

Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato,
sostieni in me un animo generoso.

Insegnerò agli erranti le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza,
la mia lingua esalterà la tua giustizia.

Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode;
poiché non gradisci il sacrificio
e, se offro olocausti, non li accetti.

Uno spirito contrito
è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato,
tu, o Dio, non disprezzi.

Nel tuo amore
fa’ grazia a Sion,
rialza le mura
di Gerusalemme.

Allora gradirai i sacrifici prescritti,
l’olocausto e l’intera oblazione,
allora immoleranno vittime
sopra il tuo altare.

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