“Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.” (Luca 1,39-56).

La preghiera del Magnificat contiene una lode e un ringraziamento al D-o della vita che potremmo tradurre in un inno di riconoscimento della bontà e della misericordia dell’Altissimo.

Grandi cose sono quelle che ci permettono di generare vita in ogni relazione umana. Maria riconosce di essere visitata dal Signore e vive questa esperienza insieme alla cugina Elisabetta, anche lei in attesa.

Portare una creatura in grembo è la gioia più grande che ci avvicina davvero tanto al D-o della vita. É questa gioia si propaga, di generazione in generazione.

E il generare la vita vuol dire accogliere la misericordia di D-o, il nome vero dell’amore e della bontà di D-o.

Non è un caso che misericordia in ebraico, rahamim (רַחֲמִים), fa riferimento alle viscere e all’utero materno, la sede dell’attaccamento di un essere ad un altro.

É una sorpresa ed una meraviglia che solo una donna come Maria e ogni donna può esprimere nel cantico del Magnificat.

Lasciamoci visitare dalla misericordia di D-o vivendo in umiltà, così come ci invita Paolo ai Romani: “volgetevi piuttosto a ciò che è umile” (Romani 12,9-16b).

Articolo precedente30/05/2021 – S.S. Trinità
Articolo successivo31/05/2021 – Visitazione della B.V. Maria