ISTANBUL, TURKEY - OCTOBER 30: Byzantine mosaic in the old church Hagia Sophia showing the Judgment day with Jesus Christ, from the 12th century on October 30, 2015 in Istanbul, Turkey

“In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. […] Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre. I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.” (Matteo 14,1-12).

Il passo evangelico di Matteo introduce una ulteriore novità. Gesù non è solo riconosciuto dalla folla ma addirittura dal tetrarca Erode, ovvero dal potere politico dominante.

Capiamo che Gesù è “accerchiato”: dalle autorità religiose, dai suoi concittadini e adesso anche dal potere politico.

Erode è impressionato perché riconosce in Gesù la reincarnazione di Giovanni Battista che ha fatto uccidere per uno stupido giuramento. É la paura che fa tremare Erode.

Gesù è invece preoccupato perché si rende sempre più conto che il suo insegnamento trova opposizione. La gente è incredula, dubita, è preoccupata. I discepoli fanno fatica a comprendere le novità della sua missione. In più le autorità religiose si sentono contestate dalla predicazione di Gesù.

Giovanni Battista, il precursore, e Gesù, il Cristo, ci danno testimonianza dell’incredulità della gente e gli interessi del potere.

Tutto questo ci fa capire che la missione non è mai un fatto scontato. Bisogna dare testimonianza fino in fondo. Bisogna essere coraggiosi e vivere l’esperienza di fede con intensità.

Nella preghiera e nella condivisione, nella Parola e nell’Eucarestia possiamo attingere l’alimento quotidiano per essere credenti credibili.

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