Prosegue il cammino verso la Pasqua con l’aiuto dei giovani ambrosiani di AC che commentano il brano del vangelo.(azionecattolicamilano.it).

Gv 11,55 – 12,11
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: “Che ve ne pare? Non verrà alla festa?”. Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo. Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betania, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui
una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. (…)

L’apertura di questo brano è caratterizzata da grandi movimenti e interazioni. Da un lato s’intravedono le losche macchinazioni dei sacerdoti, che cercano senza sosta Gesù per arrestarlo. Dall’altro, ci sono le masse di fedeli che si spostano verso la città per la festa. Anche questi cercano Gesù, desiderosi di vederlo e di trascorrere con lui la festa: il tempio è per loro luogo di confronto e di ricerca di Gesù.

Pare chiaro il contrasto tra lo scenario affollato e caotico di queste pagine e silenzio e la solitudine delle nostre giornate. E ci sembra assurdo, quasi impossibile, celebrare la Pasqua in queste condizioni!
Eppure Gesù non si trova nelle piazze o negli affollati luoghi del culto: egli è ancora a casa di Lazzaro. Prima di inoltrarsi nel grande dramma della passione, Gesù vuole ripassare a casa dei suoi amici più intimi per una cena. Quasi a dire che, oltre che nella liturgia, egli ci vuole incontrare in una relazione di intima e quotidiana amicizia.

E’ a partire da questa relazione che bisogna lasciarsi prendere per mano e accompagnare nel mistero della Pasqua.