“Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.” (Giovanni 13,1-15).

L’Evangelo che meditiamo in Coena Domini É una sorta di testamento spirituale da parte di Gesù, il Maestro e Signore.

Il cammino che ha accompagnato i discepoli di Gesù volge ormai alla conclusione. Tante cose Gesù ha fatto ma il gesto della lavanda dai piedi li ha completamente spiazzati. Tutti si aspettano che Gesù fosse il liberatore potente, il re dei re, il Messia che sconvolge i piani politici di Israele contro il dominio dei Romani.

Ed invece il Maestro e Signore, Gesù di Nazareth, si piega di fronte ad ognuno dei discepoli, anche di fronte al traditore, ovvero ai rinnegatori, e lava a ciascuno i piedi. É un gesto incomprensibile. Pietro è colui che per primo non capisce quel gesto. Non capisce che Gesù chiede ai suoi compagni non ha niente a che fare con il potere e il dominio.

Lavare i piedi é un segno di mitezza, di dono, di servizio a chi ci sta accanto. É un gesto di attenzione, di pazienza, di altruismo, di generosità. É esattamente l’opposto dell’indifferenza, del distacco, della lontananza, della indisponibilità verso il nostro vicino.

Ma potremmo tradurre questo gesto, oggi, all’interno della nostra vita organizzata che abbiamo purtroppo visto limitata dal virus. Quello che conta oggi è porsi al servizio di chi ha bisogno, di chi è in difficoltà e vive la solitudine, di chi non riesce ad avere una vita tranquilla, di chi vive l’ansia quotidianamente, di cui è povero.

Per tutti noi c’è un compito. Quello di esserci e quello di vivere ciò che Gesù ci ha detto: “Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”. Questo è il testamento di Gesù.