“In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.” (Matteo 3,13-17).

Perché Gesù si fa battezzare da Giovanni? Questo é l’interrogativo di fondo che ci poniamo in questa domenica dedicata a riflettere sul significato del battesimo per noi cristiani.

C’è una questione che forse sfugge alla nostra attenzione. Giovanni Battista sta predicando nel deserto e le sue parole sono durissime verso i farisei e sadducei. Le sue parole, “Convertitevi perché il regno dei cieli é vicino”, accompagnate dal battesimo sono un atto che scuote il perbenismo di quel tempo.

Le autorità religiose, i farisei e i sadducei pensano ancora che siano sufficiente il rispetto della Legge di Mosè e dei precetti. Giovanni afferma invece che è necessario convertire la propria vita e non trovare giustificazioni, ma amare di D-o non solo a parole, ma con un atto di vera purificazione.

E anche Gesù accetta queste parole di Giovanni e si fa battezzare.

É questo evento importante perché Giovanni capisce che Gesù non ha bisogno di farsi battezzare. Ma accetta di battezzarlo. Proprio in quel momento avviene un fatto straordinario: la voce di D-o annuncia a Gesù la sua missione. “Questi è il mio Figlio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento!”

In verità queste parole dopo il battesimo di Gesù consacrano la sua missione. É per questo che Gesù si fa battezzare e con lui anche noi.

Essere consacrati significa essere capaci di amare secondo il disegno di D-o stesso. Questa è la missione di Gesù e questa è la nostra missione di credenti.