“Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”. (Giovanni 5,43-48).

Amare i nemici? Ecco un altro insegnamento di Gesù che ci fa tremare i polsi. Come possiamo amare i nemici, coloro che ci fanno del male e che si oppongono a noi?

Umanamente è difficile amare chi ci è nemico. Perché il Signore ha chiesto ai suoi discepoli di fare questo passo così arduo?

Si tratta di una scelta radicale quella che Gesù ci invita a vivere. A chi crede nel Signore non è chiesto di accontentarsi nella vita. É necessario che il cammino del credente sia teso alla perfezione, cioè a volere un di più non un di meno.

É un esercizio quotidiano quello di sopportare l’altro da noi, soprattutto quando ci molesta, ci odia, e ci fa del male.

Dobbiamo riconoscere che siamo disarmati. Amare i nemici significa anche avere il coraggio di riconoscere di non diventare noi nemici degli altri. Si tratta di capire i nostri limiti, i nostri errori, là nostre incapacità.

Non ci resta che chiedere al Signore di illuminare il nostro cammino e di riconoscere in noi la radice di ciò che è male per riuscire a capire l’altro e amare l’altro anche quando si oppone a noi.