Una politica educata

La crisi di governo che si è istituzionalmente aperta ieri, dopo giorni di tira e molla, ha messo in triste evidenza che non si tratta solo di una crisi politica, ma una crisi che ha radici più profonde.

E non si tratta solo di esercitare una critica necessaria a posizioni politiche più o meno condivisibili, ma al modo con il quale si affrontano i veri problemi di un Paese, il nostro, che sta arretrando e non crescendo.

Una politica seria rispettosa dei diritti di cittadinanza, di rispetto del “popolo” come molti si ostinano a dire, di attenzione agli “italiani”, ha e trova senso se é una politica educata.

E quando parlo di politica educata mi riferisco al fatto che ha a cuore il bene comune, di tutti e di ciascuno.

Invece in questi ultimi anni, ma segnatamente in questi ultimi mesi, abbiamo assistito ad una politica fatta di tattiche, di utilizzo smodato e irriverente di tweet sui social, una politica da prime donne, di logiche solo legate all’interesse personale, ad un utilizzo delle Istituzioni (che sono un bene comune) finalizzato a fare i propri interessi, e, perfino, all’utilizzo dei simboli religiosi per giustificare le proprie scelte di parte.

L’Italia che io amo e di cui mi sento fiero di appartenere merita qualcosa di più e di meglio per la vita di chi ci vive. La storia del nostro Paese, per quanto possa essere stata travagliata e spesso incapace di esprimere il meglio, é una storia di solidarietà, di fraternità, di impegno per il prossimo, non una storia di chiusure, di emarginazione, di difesa dei “miei” e di quelli della mia parte.

Un Paese che voglia essere proteso verso il bene parte da una logica che include non che esclude. E questo a tutti i livelli della vita delle persone.

Ci sono degli illustri testimoni che oggi molti dei politici italiani dimenticano che hanno costruito l’Italia con sacrificio e non con i privilegi, con sapienza e abnegazione, con spirito di servizio e con rinunce.

Quello che vediamo oggi va esattamente sul piano opposto. E questo lo si vede solo guardando allo stile di taluni politici, di taluni modi di parlare, di taluni modi che incentivano al conflitto e all’odio, di taluni modalità che privilegiano solo se stessi.

Il nostro Paese non ha bisogno di gente con i pieni poteri, ma di gente che si mette a servizio degli altri. Il nostro Paese non ha bisogno del solito uomo forte. Il nostro Paese ha bisogno di processi condivisi e di politici sensibili agli esclusi, alle povertà, prima di tutto e nel contempo a fare crescere il nostro amato Paese in innovazione, qualità, sostenibilità, rispetto per la gente comune e per l’ambiente.

All’Italia e agli italiani non sono mai mancate le capacità di inventare, di avere il culto di ciò che è bello e buono, di fare qualità a ciò che si costruisce giorno per giorno. É in tutti i luoghi sparsi nei nostri territori.

Tutto ciò sarà possibile se la politica sarà “educata”, se i politici avranno a cuore prima di tutto di servire non di essere serviti o asserviti ai propri interessi.