Marco 4, 10b. 21-23
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

Il brano di Vangelo di oggi è breve e sintetico, va dritto al nocciolo della questione. L’evangelista Marco oggi ci ricorda, con grande semplicità, che ognuno di noi è chiamato a mettere in luce i talenti che il Signore gli ha donato. E ancora: i nostri talenti non solo non devono essere nascosti sotto il moggio o sotto il letto, ma devono essere ben visibili sul candelabro. Solamente così, infatti, potranno essere condivisi con chi ci sta attorno e realmente messi a frutto.
Inoltre, Gesù ci ricorda anche che non c’è nulla che dobbiamo nascondere: non dobbiamo cercare di tenere segreti i nostri difetti, perché è proprio dalla relazione con l’altro che anche i nostri difetti possono essere trasformati in occasione di crescita.
E’ bello infine soffermarsi qualche istante anche sull’ultimo invito che ci rivolge Gesù: “Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!”. Gesù sembra infatti voler richiamare la nostra attenzione su quanto ci ha appena detto, come se avesse particolarmente a cuore il nostro ascolto e che i nostri orecchi siano sempre collegati alla nostra mente e al nostro cuore.
 
E noi siamo pronti ad ascoltare Gesù, con le orecchie, con la mente e con il cuore?