“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.” (Matteo 6,1-6.16-18).

L’introduzione dell’Evangelo di oggi non può che essere più efficace all’inizio del cammino quaresimale.

Il valore della giustizia che Gesù chiede ai suoi discepoli deve essere vissuto con integrità e umiltà perché deve superare le logiche umane, quelle che ci portano a farci belli davanti agli altri. Cogliamo in queste parole una radicalità evangelica nel vivere la fede nel Signore.

E come vivere questa giustizia? Gesù ci indica tre strade concrete.

Il dono, l’elemosina, sono il primo passo per dare significato e senso al nostro credo. Questo gesto, che spesso banalizziamo perché vogliamo toglierci un peso, rappresenta una prima scelta importare: non bastare a noi stessi, non vivere di egoismo, non considerare l’altro un estraneo.

La preghiera è il secondo passo concreto da vivere. In questo tempo forte dell’anno liturgico siamo chiamati ad intensificare la nostra preghiera. Una preghiera che può essere vissuta in tanti modi ma che trova due momenti stabili: la meditazione della Parola e l’Eucarestia.

Il digiuno è il terzo passo importante da praticare. Noi che facciamo parte nel mondo ricco, non ci manca nulla. Ritrovare il senso della sobrietà, dei piccoli sacrifici, del fare senza, del rinunciare per il bene degli altri, il digiunare dalle cose che ci piacciono, possono essere i segni concreti da sperimentare.

Buon cammino di Quaresima!