Marco 13, 28-31

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Figlio dell’uomo è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

La pericope del Vangelo di oggi fa parte del capitolo 13 del Vangelo di Marco che riporta il discorso escatologico di Gesù. Questo brano rientra nel genere apocalittico che riprende immagini di catastrofi e tribolazioni.
Nella prima parte Gesù chiede di non lasciarsi ingannare dai falsi profeti, nella seconda parte di restare con gli occhi aperti, di vigilare.
Occorre imparare dal fico: attendere l’estate, verso la stagione dei frutti.
Quando accadranno queste cose, “sappiate che il Signore è vicino”. Occorre scolpirlo nel cuore.

Quando accadono catastrofi e ognuno di noi vive periodi negativi in cui si perdono i punti di riferimento, il Signore è vicino.
Dice l’apocalisse : “Ecco io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre, io verrò da lui” (Apocalisse 3,20)
Il Signore vuole entrare nella nostra vita per portare uno spiraglio di luce. Occorre non rinchiudersi in noi e tenere gli occhi aperti.
Coltivare la Fiducia e la gratitudine perché il fico sa che arriva l’estate.

Ci prepariamo a vivere la Quaresima, tempo in cui aprire la porta a Gesù che passa e bussa ancora nella vita. Presentiamo al Signore tutto quello che viviamo, lasciamolo entrare nella nostra casa impolverata.