“In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì.” (Marco 2,13-17).
La chiamata di Levi, Matteo Figlio di Alfeo, é la parte centrale del capitolo 2º dell’Evangelo di Marco. L’Evangelista sintetizza in poche righe l’incontro con Levi. L’ambiente dove avviene l’incontro è sempre il mare, luogo considerato molto carico di rischi e delle forze oppositrici all’uomo.
C’é tanta folla. La spiaggia é anche il luogo più ampio dove incontrare la gente. Ma l’Evangelo ci racconta che in mezzo alla folla Gesù vede Levi mentre fa il lavoro più impuro che si possa immaginare: raccogliere il denaro delle tasse, é un pubblicano e un peccatore per definizione.
Gesù chiama Levi a seguirlo e Levi, senza fiatare si alza e lo segue.
La sintetica descrizione di Marco ci apre la possibilità di immaginare questa scena. Da questo incontro si passa all’accoglienza, al pranzo in casa di Levi e anche alle mormorazioni dei notabili religiosi, scribi e farisei.
Gesù non fa preferenze: la sua chiamata é universale. Ma soprattutto presenta da subito una visione completamente diversa di chi é D-o. Il Signore é misericordioso, é ‘Misericordia’ va al di là delle nostre fragilità, della capacità di essere puri di fronte al Buon D-o.
Per completare e pregare su questo passo evangelico dobbiamo scomodare il bellissimo passo della Lettera agli Ebrei (4,12-16).
La fede é nuda, la fede é misericordia, la fede ci aiuta a fare quello di cui non siamo capaci, perché il Signore é al nostro fianco.

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