“In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.” (Matteo 17,22-27).
Quello che abbiamo citato quest’oggi dell’Evangelo di Matteo é la premessa all’annuncio della passione, morte e resurrezione di Gesù. La rimanente parte dell’Evangelo é incentrata sulla legittimità da parte di Gesù e dei suoi discepoli di pagare la tassa per il Tempio.
C’é una sorta di parallelismo, in questo passo evangelico, perché si parla di consegnare la vita da un lato e dall’altro di consegnare una moneta per pagare un tributo non dovuto.
Il dato di sostanza é che Gesù preannuncia ai suoi discepoli il momento del distacco. Sarà un drammatico distacco perché il Maestro sarà consegnato agli uomini per essere ucciso. Ma nonostante questo Gesù risorgerà. I discepoli non riescono a capire il senso di questo annuncio.
Meditando questo brano evangelico rimaniamo anche noi sorpresi della sua conclusione: Gesù consegna la sua vita e consegna la moneta della tassa per il Tempio, senza che l’una e l’altra siano dovute.
Solo l’insipienza umana e l’idiozia della violenza sono i criteri che purtroppo rendono ingiustizia alla vita delle persone.
Forse anche noi siamo rattristati di tutto questo. Gesù ci invita però alla responsabilità, a stare ciascuno fedele alla vita e a tutto ciò che la circonda. Il nostro é un cammino impegnativo ma é l’unico che può farci capire il senso della resurrezione.

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