“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.” (Matteo 6,7-15).
L’Evangelo di oggi potremmo suddividerlo in tre parti. La parte introduttiva qui riportata, il corpo centrale del testo e la parte conclusiva.
É questo Evangelo importante perché Gesù insegna ai discepoli a pregare con la preghiera del Padre nostro, una preghiera frutto di una composizione straordinariamente importante e bella. La prima parte del Padre nostro dedicata all’amore verso il Buon D-o e la seconda rivolta all’amore verso i fratelli. Il Padre nostro in qualche modo reiscrive i due comandamenti fondamentali della tradizione ebraica.
A ben guardare però la parte introduttiva che leggiamo contiene una premessa. Gesù invita i suoi discepoli a non sprecare parole nel pregare e a capire che D-o sa già dì che cosa abbiamo bisogno. La preghiera vera é quella essenziale, nuda, senza fronzoli.
E fin qui potrebbe bastare ma Gesù fa una chiosa finale: ci ricorda che la preghiera vera è quella che ci chiama al cambiamento delle nostre azioni verso il nostro prossimo. E il cambiamento vero verso i nostri fratelli sta nel perdono.
Non servono altre parole se non l’impegno a perdonare, sempre!

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