“Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse:«Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita. Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».” (Matteo 8,1-6).

L’incontro tra Gesù e con il lebbroso è paradigmatico per capire il significato del guarire per fede.

Certo l’Evangelo è concentrato sul mettere al centro il lebbroso che chiede di essere guarito da una malattia devastante fisicamente ma ancora di più socialmente.

Alla domanda purificami, Gesù compie un gesto che va contro tutti i precetti riguardanti l’impurità: tocca il lebbroso.

É un segno questo importante, sconvolgente. Ma ancor di più è la richiesta di Gesù di silenzio e di presentarsi al sacerdote. Gesù vuole che il lebbroso non si fermi alla guarigione fisica ma si converta e costruisca una alleanza nuova con il Signore vivendo le regole della tradizione ebraica.

Per noi oggi è importante considerare che bisogna superare l’idea di pensare che il Signore non sappia di che cosa abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno sempre di convertirci, di rinnovare l’alleanza con Lui.

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