“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio infatti non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.” (Giovanni 3,16-21)
Se dovessi trovare personalmente una probabile sintesi del Vangelo o della teologia, citerei questo passo di Giovanni! E se lo penso legato alle precedenti domeniche, la logica di Dio mi si fa un pochino più chiara: la Trinità per amore ha voluto condividere la sua vita con noi, in modo sommo e ultimo nel Corpo e Sangue di Cristo (cioè proprio la sua vita condivisa con noi!) e questo è possibile nel dono del Figlio al mondo, divenuto uomo e fratello degli uomini, affidando per grazia a ciascuno di noi il compito di vivere nel mondo in modo bello e buono.
Se ci pensiamo, il mondo è creato prima del genere umano e come ricorda san Paolo in una sua lettera contiene già le tracce per riconoscere il Creatore per il suo ordine e la sua bellezza. Il libro di Genesi ci ricorda che la vita viene dal Signore, quella stessa vita che alle origini è soffiata sull’uomo e, nel corso della storia, offerta da Gesù sulla croce in acqua e sangue. Il discorso sulle origini non vuole spiegarci scientificamente cosa è successo in un inizio cronologico della storia, ma è un tentativo di spiegare il motivo teologico dell’agire di Dio in favore dell’uomo, la storia della nostra salvezza. Dio ama gli uomini e ama il mondo che ha creato e chiede a noi di “coltivarlo e custodirlo” (Genesi 2,9), perché è il giardino pensato per noi! Lo ha tratto fuori dal caos, dagli abissi perché venisse alla luce tutto il bene che c’è. È lo stesso anche per ciascuno di noi: “chi fa la verità viene verso la luce perché appaia chiaramente che le sue opere sono fatte in Dio” (Giovanni 3,21). Dio è la luce che è venuta nel mondo, Dio è la Verità di questo mondo perché l’ha fatto lui e ha operato per il bene. Le menzogne, la cattiveria per loro natura i nascondono nelle tenebre, di nascosto, per il male degli altri: “chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate” (Giovanni 3,20).
Chiediamo di essere capaci di agire secondo “i figli della luce”, di cercare sempre il bene per noi stessi e per gli altri intorno a noi. L’impegno che deriva dal Vangelo di oggi è già esplicito: preservare e rendere fecondo il mondo in cui viviamo, proprio come ha fatto il Signore con noi, donandoci la vita e preparando un posto bello.
Un pensiero di ringraziamento e una preghiera per i tanti animatori che in queste settimane si prendono cura dei ragazzi negli oratori feriali e li aiutano a guardare alla bellezza del creato con “Detto-Fatto”, proposto dalla FOM; un invito agli adulti a rileggere qualche passaggio della “Laudato sii” di Papa Francesco e a cercare sul sito dell’AC ambrosiana la 4gg di Luglio a Lecco sulla cura del creato!

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