“I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.” (Matteo 10,1-7).

Gesù conferisce ai suoi dodici discepoli il potere di combattere contro gli spiriti impuri e le malattie e li manda in missione per annunciare che il regno dei cieli é vicino.

In sé il racconto evangelico che meditiamo sembrerebbe essere un semplice impegno di un gruppo di persone che in qualche modo si sono preparate per affrontare questa missione. In verità Gesù ha cercato di spiegare al discepoli stessi, alla folle che lo seguivano, agli scribi e ai farisei, che la sua missione trova riferimento nell’annunciare la presenza di un D-o misericordioso.

Purtroppo non é stato capito del tutto. E tuttavia l’inviare i discepoli con gli stessi obiettivi e con lo stesso impegno é il segno che il cammino é ancora difficile e duro.

L’Evangelo di oggi però ha una particolarità. La missione é chiaramente indicata ma in questa missione sono indicati dei nomi precisi, quasi a dirci che l’impegno dell’annuncio ha una responsabilità importante. Ed é la responsabilità dei suoi dodici discepoli.

Tutto questo ci fa capire che anche noi siamo chiamati per nome ad annunciare, con convinzione ed impegno, con responsabilità, la novità di un annuncio di vicinanza del Signore nella nostra vita. E tutto questo non può essere che una gioiosa novità.