“Che cosa dunque ne avremo?” (Matteo 19,27-29)

La liturgia della Parola di oggi mostra una bellezza d’insieme senza eguali! Il brano del Vangelo, tre soli versetti, ci propone la domanda bruciante di Pietro, forse anche la più frequente nel cuore di ogni credente, «ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?»
Meravigliosa la risposta del Maestro che non bolla il quesito come superbo o fuori posto, ma accogliendo la fragilità dell’apostolo apre uno spiraglio per permettergli di intravedere il premio eterno: quello che ai nostri occhi appare come una perdita, verrà restituito centuplicato e con
un’eredità, un surplus da veri figli, che è la vita eterna. E noi, come possiamo seguire Gesù? La risposta ci viene da San Paolo (di cui oggi si ricorda la conversione!) nella sua prima lettera a Timoteo (1Tm 1,12-17), e non è frutto di una semplice riflessione teorica, ma esperienza vissuta sulla sua pelle: è Gesù che ci dona fiducia e forza per stare al suo servizio, è Lui che trasforma le nostre infedeltà ed il nostro peccato in un segno della sua misericordia e bontà.

Aiutaci Signore ad alzare lo sguardo per non accontentarci e saper puntare al cielo, saper puntare a Te, l’unica ricompensa che conta!