“In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai”. (Luca 18,1-8).

Nell’Evangelo che meditiamo oggi sono presenti quattro passaggi importanti dell’insegnamento di Gesù verso i suoi discepoli, con al centro il valore di pregare, di invocare il Signore.

Il primo passaggio è dato dalla necessità di metterci in relazione con il Signore attraverso appunto la  preghiera, una preghiera insistente e fiduciosa. Insistere nella preghiera vuol dire essere capaci far abitare D-o nella nostra vita.

Il secondo passaggio è la parabola del giudice disonesto che fa giustizia grazie all’insistenza quasi pervicace di una vedova. A noi risulta di difficile comprensione che un giudice faccia giustizia per l’insistenza più perché la giustizia sia giusta.

Il terzo passaggio riguarda il comportamento di D-o. Il Signore é sempre capace di mettersi a disposizione della nostra vita accogliendo perfino la nostra insistenza. La nostra capacità di pregarlo deve essere fondata sulla fiducia.

Ed infine un quarto e ultimo passaggio, a dir poco sconcertante: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” Questa affermazione di Gesù ci lascia basiti. Egli si chiede se nonostante il Signore accolga l’insistente richiesta di aiuto da parte dell’umanità, tutto questo troverà riscontro nella fede sulla terra.

É drammatica questa affermazione di Gesù. Ci deve rendere inquieti perché sembra quasi che D-o stesso dubiti di aver fatto tutto il possibile per donare giustizia e amore verso l’umanità.

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