“Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina” (Lc 21, 25-33)

E disse loro una parabola: “Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.”

In questo giorno siamo proiettati a riflettere sulla fine dei tempi. Le immagini utilizzate da Luca appartengono allo scenario apocalittico del giudizio finale. Esse rievocano uno scuotimento cosmico, universale, totale. Ma si tratta di immagini. Luca, rispetto a Matteo e Marco, focalizza l’attenzione sulle reazioni degli uomini in relazione alle catastrofi. Per l’evangelista la fine del mondo è in primo luogo un dramma umano. Nello stesso tempo ci presenta il Cristo glorioso, la cui venuta finale è sorgente di salvezza. “Figlio dell’uomo” è da tradurre letteralmente “figlio d’umanità”: un figlio che riunisce in sé tutto il popolo di Dio. V. 28 “ …risollevatevi e alzate il capo…” dopo aver descritto il panico e il terrore, Gesù chiama i suoi alla speranza. Gli avvenimenti storici e i segni precursori della fine sono certamente terribili, tuttavia i credenti non debbono temerli. Anzi, possono “risollevarsi e alzare il capo” perché questi segni annunziano davvero la vittoria del Signore. Non è, quindi, il discorso escatologico una previsione sulla fine del mondo, ma un autentico messaggio di attesa e speranza.

L’attesa e la speranza, o Signore, siano sempre il sostegno, la forza e la consolazione dei nostri giorni.